Apparentemente tutto bene

La mente in disordine è la mia, quella di un più che trentenne che dopo anni di compostezza e coerenza ha cominciato a perdere ingranaggi lungo la strada.
Vecchio copione! – direte voi, eppure ciascuno lo vive e lo interpreta a modo proprio, con la vicinanza emotiva che gli compete e la lucidità del momento.
Avete mai sentito parlare di ingiunzioni? O di spinte?

Il nostro copione, per l’appunto, viene quotidianamente influenzato attraverso ingiunzioni, ossia messaggi limitativi precoci che in pratica indicano “come non si deve essere”. Lo fanno i nostri genitori (sembra un paradosso, eppure lo commettono in buona fede – perlopiù senza rendersene conto), a volte i nostri amici, ne siamo bombardati in continuazione dalla televisione.
Qualche esempio di ingiunzione? Non sbagliare, fai tutto al massimo, non fare con leggerezza, non manifestare emozioni, non chiedere, non essere intimo, non appartenere, non fermarti a pensare, non esistere.
Tutte queste ingiunzioni, comunicate quasi esclusivamente attraverso canali non verbali, vanno ad incidere sul nostro modo di essere e vengono controbilanciate dalle spinte, che invece intervengono più sul nostro modo di fare, in una sorta di meccanismo azione-reazione.

In quella che è conosciuta come l’Analisi Transazionale vengono individuate cinque tipologie di “consigli”, detti appunto spinte: SII PERFETTO, SII FORTE, COMPIACI, SBRIGATI e SFORZATI.
Dalle spinte l’individuo, tanto più è piccolo e non autonomo, deduce che “mi apprezzeranno solo se sarò perfetto, sarò forte, sarò compiacente, andrò di fretta, ci proverò in continuazione”. L’individuo potrà poi decidere se aderire o meno a questi messaggi ma, comunque vada, di certo il segnale “non essere te stesso” è arrivato.
Tutte le diverse spinte boicottano la nostra riuscita in qualche progetto (la vita stessa è un progetto di massima).

Chi ha un marcato SII FORTE non si permetterà di sognare ad occhi aperti (alcune ingiunzioni che sottostanno a questa spinta sono: non sentire, non mostrare emozioni, non essere debole, non essere intimo, non essere te stesso).

Il soggetto che persegue il COMPIACI (con le sue ingiunzioni: non essere autonomo, non crescere, non pensare) incontrerà difficoltà a mettere in opera un proprio progetto.

Chi avverte il SII PERFETTO (e le relative ingiunzioni: non essere te stesso, non sbagliare, non essere spensierato, non provare piacere) non si concederà nessuna soddisfazione per i risultati raggiunti e troverà sempre qualche cosa che non va, molto facilmente si butterà subito in un’altra avventura senza godersi il risultato raggiunto.

Lo SBRIGATI (le cui ingiunzioni di riferimento sono: non essere intimo, non avere la tua età, non esistere, non pensare, non prenderti il tempo necessario) inquina tutte le fasi della riuscita del progetto.

L’individuo che rincorre lo SFORZATI dedica molta energia a ciò che fa, tuttavia l’ingiunzione non riuscire – imposta da figure genitoriali bisognose di dimostrare la loro bravura -, per bilanciare una sensazione di inferiorità, lo porta ad andare a testa bassa senza sapere dove e perché.

My need for human touch

My need for human touch

Ebbene, perché farnetico di spinte e ingiunzioni in questo mio primo vagito su ADUMID (perdonate l’acronimo, ma è decisamente più comodo che scrivere ogni volta Anatomia di una mente in disordine ;-) ? Perché tutto parte da qui, da queste direttive che assorbiamo e assimiliamo in continuazione (ignorando di farlo) e nelle quali rischiamo infine di rimanere invischiati per tutta la parte restante della nostra esistenza.

Da qui, oggi, comincia la dissezione della mia mente.

A proposito, il mio nome qui, in questa selvaggia terra di nessuno, è Alexander Supertramp (quello vero, intendo, non è importante), abito nella zona di Modena e tra poco più di due mesi varcherò la soglia dei 34 anni.

Apparentemente va tutto bene.

“Scoprii che l’ossessione che ogni cosa fosse al suo posto, ogni faccenda a suo tempo, ogni parola nel suo stile, non era il premio meritato di una mente in ordine, ma tutto il contrario, un intero sistema di simulazione inventato da me per nascondere il disordine della mia natura. Scoprii di non essere disciplinato per virtù, ma per reazione alla mia negligenza; di sembrare generoso per nascondere la mia meschinità, di passare per prudente solo perché sono malpensante, di essere arrendevole per non soccombere alle mie collere represse, di essere puntuale solo perché non si sappia quanto poco mi importa del tempo altrui…”
(Memoria delle mie puttane tristi, Gabriel García Márquez)

1 Risposta a “Apparentemente tutto bene”


  1. 1 critical times 2 Settembre, 2008 - 20:35 alle 20:35

    Bellissimo. Mi sto riconoscendo in molto di quello che scrivi. E le citazioni sono azzeccatissime.


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