L’aspetto positivo nel toccare il fondo è che si arriva immancabilmente ad un punto in cui lo spirito insorge rivendicando con rabbia tutta la sua esclusività, il proprio diritto alla vita.
È il vigore che prevale sull’abulia, il sangue che soffoca l’autolesionismo, il grido liberatorio che vince l’apnea.
E poco importa quanto ci si senta inadeguati e o se agli occhi degli altri si appaia fragili o non all’altezza. La sommossa è tanto più irrefrenabile (e fragorosa) quanto più procrastinata.
Ho deciso di ripartire da zero, signori.
Nuove amicizie. Via la zavorra, nella vita non si può mettere da parte tutto con l’auspicio che possa servire in futuro (e comunque non esistono scatole sufficientemente grandi
. Meglio viaggiare (in seconda, of course) con un semplice bagaglio a mano.
Meglio smettere di raccontarsela e scremare tra chi ogni giorno ti dimostra il proprio affetto e chi invece te lo racconta e basta.
Le relazioni inattese (inedite o riscoperte) sono spesso il miglior corroborante per l’anima.
Nuove abitudini. Non si può languire in gabbie dorate sperando che qualcuno (chi, poi?) intervenga a soccorrerci, è essenziale darsi una mano da soli e rimettersi in gioco al più presto (sono talmente tanti a farlo ogni giorno che nessuno si accorgerebbe di uno in più).
Basta reagire: uscire più spesso (anche da soli, chi ha paura di andare al cinema prenotando un unico posto?
, viaggiare (pur con pochi soldi, apre la mente allo stesso modo), frequentare corsi che aiutino a sciogliersi e a lasciarsi andare, visitare mostre, praticare attività fisica (il corpo è intrinsecamente legato alla mente e allo spirito nel nostro essere tridimensionali), leggere di tutto (dalle poesie ai manuali delle istruzioni :O).
L’importante è dar corso al cambiamento, alimentando il pensiero e restituendo voce e dignità alle nostre urgenze interiori.
Nuovi orizzonti: non necessariamente lontani (a volte la felicità è più vicina a noi di quanto pensiamo) ma più sentiti. È lecito cambiare sentiero se la strada attuale non ci incanta più, come non c’è nulla di sbagliato nel dire “Ho cambiato idea”.
La gioia è in tutte le cose (non solo nelle persone), occorre sforzarsi a guardare quanto ci circonda sotto nuove prospettive.
Da oggi mi ripartorisco. Il club dei quasi cadaveri lo lascio frequentare a chi ormai pensa di sapere tutto di sé e degli altri. Io comincio a udire i miei vagiti soltanto adesso.
Animo gente, gli artefici della nostra metamorfosi siamo noi e noi soltanto!
