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	<title>Commenti a: Tengotuttodentro.com</title>
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	<description>Vita, storie e pensieri di un alieno</description>
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		<title>Di: a.</title>
		<link>http://menteindisordine.wordpress.com/2008/02/25/tengotuttodentrocom/#comment-9</link>
		<dc:creator>a.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 01:17:27 +0000</pubDate>
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		<description>credo che il &#039;tenere dentro&#039; dipenda dal fatto che abbiamo avuto un&#039;educazione nella quale ha prevalso, o comunque è stato preponderante in certe situazioni per noi importanti, il pudore.
almeno.. parlo per me.
se vado indietro ai miei ricordi di bambina, mi sembra che la mia famiglia abbia sempre affrontato le situazioni più difficili ma anche in generale i rapporti nella quotidianità in maniera molto discreta. non distaccata, ma in maniera non invadente.
ho l&#039;immagine di una famiglia in cui tutti c&#039;erano e con i sorrisi e le pacche sulle spalle ti facevano sentire che c&#039;erano, ma in cui non ci si intrometteva e ognuno lasciava ad ognuno uno spazio di autonomia.
questo probabilmente mi ha influenzato nel modo di rapportarmi agli altri, e nel modo di rapportare la mia interiorità agli altri.
credo che il pudore sia importante, e che oggi sia visto in maniera &#039;negativa&#039; perchè viviamo in un mondo dove tutto dev&#039;essere esposto e messo a nudo e sponsorizzato e che, proprio per questo motivo, oggi non dovrebbe affatto esser visto come una malattia. 
e se fosse invece un punto di forza?
tenere sempre qualcosa dentro che non viene espresso (qualcosa che non può uscire per una miriade di motivi o anche per nessun motivo, che non è ancora pronto per essere comunicato, che ancora non capiamo cosa sia, che aspetta di essere scoperto, che necessita semplicemente del suo tempo) è forse qualcosa che fa parte di ogni persona -a livello inconscio, almeno; o a livello conscio, ma magari non meritevole di essere &#039;indagato&#039; per alcune persone prese da altri aspetti più interessanti di sè o di un&#039;altra persona/gruppi di persone-.
a questo punto mi domando se &quot;l&#039;inghippo&quot; non nasca nel momento in cui ci si convince che valga la pena tenere sempre qualcosa dentro.
quando magari questo pudore sfocia in auto-compiacimento pericoloso, che tende a tramutare il proprio potenziale (perchè c&#039;è, ce n&#039;è eccome) desiderio di essere amati nella (comoda, direi) posizione di chi crede di meritare l&#039;amore e aspetta qualcuno che prima o poi arriverà a carpirgli ciò che tiene dentro. una visione un po&#039; romantica della vita, forse, o che comunque non fa bene i conti con la realtà.. una specie di sogno che rischia poi di alimentare quegli atteggiamenti di &#039;chiusura a riccio&#039;, di sfiducia nella gente e anche snobismo di cui spesso la gente introversa, chiamiamola così, viene tacciata.
e magari non a torto, perchè è solo l&#039;altra faccia, ispesso nevitabile aggiungerei io, da &#039;riccio&#039; quale spesso e volentieri sono, della medaglia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che il &#8216;tenere dentro&#8217; dipenda dal fatto che abbiamo avuto un&#8217;educazione nella quale ha prevalso, o comunque è stato preponderante in certe situazioni per noi importanti, il pudore.<br />
almeno.. parlo per me.<br />
se vado indietro ai miei ricordi di bambina, mi sembra che la mia famiglia abbia sempre affrontato le situazioni più difficili ma anche in generale i rapporti nella quotidianità in maniera molto discreta. non distaccata, ma in maniera non invadente.<br />
ho l&#8217;immagine di una famiglia in cui tutti c&#8217;erano e con i sorrisi e le pacche sulle spalle ti facevano sentire che c&#8217;erano, ma in cui non ci si intrometteva e ognuno lasciava ad ognuno uno spazio di autonomia.<br />
questo probabilmente mi ha influenzato nel modo di rapportarmi agli altri, e nel modo di rapportare la mia interiorità agli altri.<br />
credo che il pudore sia importante, e che oggi sia visto in maniera &#8216;negativa&#8217; perchè viviamo in un mondo dove tutto dev&#8217;essere esposto e messo a nudo e sponsorizzato e che, proprio per questo motivo, oggi non dovrebbe affatto esser visto come una malattia.<br />
e se fosse invece un punto di forza?<br />
tenere sempre qualcosa dentro che non viene espresso (qualcosa che non può uscire per una miriade di motivi o anche per nessun motivo, che non è ancora pronto per essere comunicato, che ancora non capiamo cosa sia, che aspetta di essere scoperto, che necessita semplicemente del suo tempo) è forse qualcosa che fa parte di ogni persona -a livello inconscio, almeno; o a livello conscio, ma magari non meritevole di essere &#8216;indagato&#8217; per alcune persone prese da altri aspetti più interessanti di sè o di un&#8217;altra persona/gruppi di persone-.<br />
a questo punto mi domando se &#8220;l&#8217;inghippo&#8221; non nasca nel momento in cui ci si convince che valga la pena tenere sempre qualcosa dentro.<br />
quando magari questo pudore sfocia in auto-compiacimento pericoloso, che tende a tramutare il proprio potenziale (perchè c&#8217;è, ce n&#8217;è eccome) desiderio di essere amati nella (comoda, direi) posizione di chi crede di meritare l&#8217;amore e aspetta qualcuno che prima o poi arriverà a carpirgli ciò che tiene dentro. una visione un po&#8217; romantica della vita, forse, o che comunque non fa bene i conti con la realtà.. una specie di sogno che rischia poi di alimentare quegli atteggiamenti di &#8216;chiusura a riccio&#8217;, di sfiducia nella gente e anche snobismo di cui spesso la gente introversa, chiamiamola così, viene tacciata.<br />
e magari non a torto, perchè è solo l&#8217;altra faccia, ispesso nevitabile aggiungerei io, da &#8216;riccio&#8217; quale spesso e volentieri sono, della medaglia.</p>
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		<title>Di: fabioletterario</title>
		<link>http://menteindisordine.wordpress.com/2008/02/25/tengotuttodentrocom/#comment-7</link>
		<dc:creator>fabioletterario</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:34:44 +0000</pubDate>
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		<description>Sei molto Alex Supertramp, ma credo che valga sempre la sua ultima frase: &quot;La felicità non è tale se non viene condivisa...&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sei molto Alex Supertramp, ma credo che valga sempre la sua ultima frase: &#8220;La felicità non è tale se non viene condivisa&#8230;&#8221;</p>
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		<title>Di: Marta Cristina</title>
		<link>http://menteindisordine.wordpress.com/2008/02/25/tengotuttodentrocom/#comment-6</link>
		<dc:creator>Marta Cristina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 21:01:37 +0000</pubDate>
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		<description>credo che facilmente una persona senbile possa trovarsi a vivere una situaizone del genere...forse però è un pò troppo sottile il confine tra introspezione della propria interirità e il ritrovarsi ad arrovelarsi sul proprio ego...che non è l&#039;io, il sè...ma il ruolo che ci siamo dati o che ci hanno appioppiato, quello che crediamo o che vorremmo essere..e non quello che siamo...penso proprio questo ego che poi ci fa sofrire e sembrare la nostra ricerca inutile...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che facilmente una persona senbile possa trovarsi a vivere una situaizone del genere&#8230;forse però è un pò troppo sottile il confine tra introspezione della propria interirità e il ritrovarsi ad arrovelarsi sul proprio ego&#8230;che non è l&#8217;io, il sè&#8230;ma il ruolo che ci siamo dati o che ci hanno appioppiato, quello che crediamo o che vorremmo essere..e non quello che siamo&#8230;penso proprio questo ego che poi ci fa sofrire e sembrare la nostra ricerca inutile&#8230;</p>
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