Rivisitazione di un titolo di Calvino per raccontare quanto bene ci si può fare con poco.
Metti tre amici, ciascuno con le proprie inquietudini (chi più profonde e radicate, chi meno, in ogni caso da tutti parimenti avvertite), ognuno con pochi soldi in tasca e un impellente bisogno di evadere; metti un weekend che si preannuncia meteorologicamente mediocre eppure prodigo di sorprese; metti che non ci sia altro a trattenerti in catene e che un pizzico di follia prenda a tarlarti il cervello.
Risultato: un finesettimana ad Amsterdam, tra magia, arte, fiori e perdizione.
Attimi da incorniciare, momenti che sai benissimo – mentre li vivi – che non torneranno più e proprio per questo li esperisci ancor più intensamente.
Le risate aperte, la condivisione di emozioni genuine, la creatività di certe conversazioni surreali, l’interesse nell’ascolto di piccole-grandi confessioni, le follie che ci si può permettere solo in rari momenti della vita.
Sono tesori che germoglieranno in ricordi perenni, a testimonianza del fatto che non tutto è andato sprecato.
E poco importa se hai speso i pochi soldi che avevi messo da parte per una macchina usata; poco importa se il lunedì successivo dovrai riprendere la routine quotidiana che ti mangia le giornate; nulla importa se non il qui-e-ora.
Tre amici veri, un viaggio di tre giorni, una stanza d’albergo (una tripla) che era la 33.
Diobonino, mi è tornato il sorriso.
Se un weekend di aprile tre amici
Pubblicato 28 Aprile, 2008 - 6:51 GeneraleTags: amicizia, condivisione, emozioni, ricordi, risate, sorrisi

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