Se un weekend di aprile tre amici

Rivisitazione di un titolo di Calvino per raccontare quanto bene ci si può fare con poco.
Metti tre amici, ciascuno con le proprie inquietudini (chi più profonde e radicate, chi meno, in ogni caso da tutti parimenti avvertite), ognuno con pochi soldi in tasca e un impellente bisogno di evadere; metti un weekend che si preannuncia meteorologicamente mediocre eppure prodigo di sorprese; metti che non ci sia altro a trattenerti in catene e che un pizzico di follia prenda a tarlarti il cervello.
Risultato: un finesettimana ad Amsterdam, tra magia, arte, fiori e perdizione.
Attimi da incorniciare, momenti che sai benissimo – mentre li vivi – che non torneranno più e proprio per questo li esperisci ancor più intensamente.
Le risate aperte, la condivisione di emozioni genuine, la creatività di certe conversazioni surreali, l’interesse nell’ascolto di piccole-grandi confessioni, le follie che ci si può permettere solo in rari momenti della vita.
Sono tesori che germoglieranno in ricordi perenni, a testimonianza del fatto che non tutto è andato sprecato.
E poco importa se hai speso i pochi soldi che avevi messo da parte per una macchina usata; poco importa se il lunedì successivo dovrai riprendere la routine quotidiana che ti mangia le giornate; nulla importa se non il qui-e-ora.
Tre amici veri, un viaggio di tre giorni, una stanza d’albergo (una tripla) che era la 33.
Diobonino, mi è tornato il sorriso.

La via per la felicità è fatta di piccoli momenti importanti

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