Di questo anno che se ne va, il più intenso e bello che abbia mai abitato, serberò un ricordo speciale.
Benedico ogni risata di gioia sfuggita alle mie labbra vissute, ogni pugno rabbioso scagliato contro la vita e i pregiudizi delle menti piccole e ammuffite, gli amici di sempre e quelli nuovi che ho assaporato in trentasei mesi di cammino (vi siete guadagnati tutto l’affetto di cui sono capace, ragazzi), la gioia incontenibile al primo sorriso di tuo figlio e la serenità del suo sguardo appeso al tuo da una richiesta urgente di affetto e protezione, le persone lasciate alle spalle (con balsamico sollievo) e quelle che invece hanno deciso di unirsi al tragitto forti della convinzione che la positività rende la vita più colorata.
Dodici mesi memorabili, talvolta sofferti, eppure profondi e sgargianti.
Altri dodici nuovi sulla soglia, che non mi sorprendono statico nell’attesa, ma già avviato a corrergli incontro.
Non un solo refolo di vita sprecato. Mai più.
Sono la vita che vive e che vivo, in un lento, incessante, divenire.
Felicità e cambiamento a tutti.


scrivo qui, ma non proprio per commentare il post….vorrei ‘semplicemente’ sapere se tornerai/tornerete a scrivere. Qui è tutta un’immensa emozione. Grazie per ciò che mi hai/avete fatto.